Memorie di un dittatore di Paolo Zardi

Nello di Coste
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Di cosa parla Memorie di un dittatore di Paolo Zardi?

Paolo Zardi nel suo Memorie di un dittatore racconta l’esilio di un dittatore senza nome, che ormai caduto e abbandonato su un’isola deserta, rimugina sul suo passato, sulla sua ascesa al potere e la sua caduta.

L’isola è davvero deserta? No. Vive in una villa con il suo maggiordomo, Fernando, un ragazzo di colore di un’isola sperduta chissà dove. Sull’isola sembra esserci anche qualcun altro, eppure l’unica altra persona che incontra il dittatore è un dottore che periodicamente si assicura sul suo stato di salute.

Il resto è tutta natura, mare e solitudine.
Fernando diventa presto lo schiavo di questo dittatore italiano caduto in miseria, e che esercita ciò che resta del suo potere su questa “scimmia” di colore che non parla e non capisce nulla di ciò che dice.
Il nostro dittatore ripercorre mentalmente la sua esistenza sin dalla sua formazione scolastica per farci capire che tutti i dittatori sono uguali, e che sopra ogni ideale bramano solo il potere personale.

Perché leggere Memorie di un dittatore di Paolo Zardi

Memorie di un dittatore è un libro affasciante, in cui Paolo Zardi riesce a fondere attualità, storia recente e fantasia. Mi è molto piaciuto ripercorrere i pensieri, talvolta assurdi di quest’uomo nato per esercitare il potere. I concetti espressi attraverso il protagonista fanno rabbrividire e a tratti entusiasmare. Il lettore si trova combattuto e incerto, perché è un attimo e ci si ritrova d’accordo con questo violento dittatore.

Del protagonista sappiamo solo che ha governato l’Italia per un decennio e che il suo potere è venuto meno dopo una guerra contro il Congo. Eppure mi sembrava di conoscere molto bene quest’uomo grazie alle sue sfumature caratteriali e fisiche. A tratti mi ha ricordato Mussolini, ovviamente, ma anche Salvini, Craxi e altri uomini della politica italiana. Mentre leggevo, le loro facce si alternavano, poiché tutte potevano essere la maschera perfetta del dittatore.

Questo è un libro lento, soprattutto nelle sue prime 100 pagine. Voglio mettere in guardia il lettore che cerca emozioni forti, perché dovrà avere pazienza, e questa pazienza verrà ripagata ampiamente. La prima metà del romanzo è una lunga presentazione del personaggio, della sua psiche e della sua condizione passata e presente, perciò non stupitevi se dovesse sembrarvi ridondante, e abbiate fiducia e completate la lettura.

IG: @nello_di_coste

  • Titolo: Memorie di un dittatore
  • Autore: Paolo Zardi
  • Casa Editrice: Giulio Perrone Editore
  • Anno: 2021
  • N° pagine: 302


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Lo stile di Memorie di un dittatore di Paolo Zardi

Preparatevi ad uno stile crudo e schietto. Non ci sono mezzi termini per Paolo Zardi e per il suo dittatore. Siamo di fronte ad una scrittura asciutta che esprime concetti che da complessi diventano improvvisamente semplici e facili da digerire.

Quella di Zardi è anche una scrittura che illude, fomenta e incanta. Proprio come farebbe un vero politico, un animale da comizio, Paolo Zardi ci coinvolge nella presa di potere del suo dittatore e ci fa pensare anche che abbia fatto bene a fare ciò che ha fatto. Ci fa sentire patriottici ponendo l’accento sui concetti che toccano le corde del cuore italico che abbiamo in petto. E infine ci fa rendere conto della bestialità dell’uomo che sta parlando.

Anche nella sua fase iniziale le parole del dittatore mi hanno rapito e incantato, nonostante il ritmo lento ma costante. Io ve lo consiglio vivamente.

E’ un bel libro e vi farà riflettere…tanto!

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Ha sfondato la porta del potere con la forza e, per più di un decennio, dopo un’ascesa irresistibile e minuziosamente pianificata, ha guidato l’Italia. Ora è esiliato in mezzo all’oceano, su un’isola che è regno e prigione. Ha lo sguardo rivolto al mare, nell’illusione di essere più vicino alla fuga; è invece relegato in un’enorme villa bianca, non sa in quale dei due tropici, in mezzo a una vegetazione esuberante e a tratti sinistra. In giornate che scorrono tutte uguali tra lunghi corridoi, saloni austeri e un’enorme biblioteca, si abbandona al passato e ai suoi fantasmi: l’educazione borghese, i primi scontri politici, la soppressione degli avversari, la manipolazione delle masse e infine l’assurda guerra contro la Repubblica del Congo. Le folle oceaniche sono solo un lontano ricordo e adesso a fargli compagnia ci sono Fernando, un servitore giovanissimo e selvatico, e la visita quotidiana di un medico che sorveglia la sua salute. Dei fasti antichi rimane un appetito ferino e una voracità senza misura che sfoga in accessi aggressivi ora su tartarughe e uccelli tropicali, ora su Fernando. Ma chi sono in realtà quei due uomini che gli parlano poco e lo osservano sempre? Quando la partita con il passato e il futuro sembra finita, ecco la possibilità di rimettersi in gioco. Per lui, contratto nella nevralgia da potere, nessuna isola è troppo lontana per abbandonare davvero il suo ruolo di comando.

Falla girare!