La luna e i falò di Cesare Pavese

Nello di Coste
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IG: @nello_di_coste

Leggere La luna e i falò di cesare pavese
La luna e i falò è l’ultimo romanzo di Cesare Pavese ed è considerato anche il più da lui scritto. Io l’ho letto a inizio luglio e l’ho molto apprezzato. Tra gli aspetti che mi hanno portato a inserirlo tra le mie letture c’è sicuramente la voglia di scoprire di più di Pavese e il piacere di possedere un libro, come La luna e i falò, con una veste grafica davvero bella.

Il libro è breve, 174 pagine in questa edizione, ed è articolato in maniera tale che il lettore possa assaporare ogni capitolo, ne possa cogliere il senso e possa procedere sicuro nella lettura del successivo.
Cesare Pavese è quasi maniacale nella costruzione del romanzo, i capitoli infatti hanno più o meno tutti la stessa lunghezza, aprendo e chiudendo parentesi della vita del protagonista. Il testo è frutto di un lungo lavorio, come normalmente si fa con la poesia, non con la narrativa. Pavese cerca le parole esatte e i suoni giusti affinché il mondo da lui creato non sia solo descritto, ma anche evocato.

La luna, falò e la trama!

La trama ha come protagonista Anguilla, un ragazzo nato e cresciuto nelle Langhe fino al suo espatrio in America durante gli anni della seconda guerra mondiale. Anguilla è un bastardo, non conosce i suoi genitori, e nell’arco della sua esistenza vive presso diverse famiglie. Il romanzo racconta l’occasione del suo ritorno in Italia all’indomani della Liberazione. Anguilla è uno che ce l’ha fatta, in America ha trovato la sicurezza economica, ed è tornato nelle Langhe per fare un viaggio indietro nel tempo, un viaggio in cui lo accompagnerà il suo amico d’infanzia Nuto (un musicista della banda di paese).

Ogni capitolo segue l’alternarsi tra vecchio e nuovo, tra presente e passato, tra esistente e svanito. La memoria gioca con la nostalgia e rievoca persone e luoghi che non ci sono più. Così tra le lunghe passeggiate del protagonista con Nuto vengono fuori le storie delle persone con le quali lui è cresciuto, e di cui non sa più nulla dalla sua partenza. Che fine hanno fatto le famiglie che l’hanno allevato? Come stanno ora? Sono ancora vive?
C’è stata la guerra, la Resistenza, il Fascismo. Che fine avranno fatto?
Ecco questo è l’obiettivo del romanzo: scoprire come sono cambiate le persone e i luoghi di un tempo.

la luna e i falò leggere

“Fu così che cominciai a capire che non si parla solamente per parlare, per dire «ho fatto questo» «ho fatto quello» «ho mangiato e bevuto», ma si parla per farsi un’idea per capire come va questo mondo.”

Allora cosa c’entrano la luna e i falò?

Sono la rappresentazione di questi luoghi e del tempo descritto, sono le luci che rischiarano la notte.

La luna è il faro nella notte, segno di speranza, madre di quelle colline. La luna è anche il segno del tempo che scorre con le sue stagioni, stagioni diverse ma sempre uguali come il mondo immobile in cui Pavese muove i suoi personaggi, sempre diversi ma sempre gli stessi. Ha un accezione tendenzialmente positiva per quanto con la sua luce non solo rischiara la notte ma ne acuisce le ombre.

I falò sono il fuoco, simbolo primitivo di vita tra tutti gli uomini. I falò sono la festa, l’assembramento di persone, la comunità. Sono una delle tradizioni più resistenti: una volta all’anno tutti accendono i falò e fanno festa intorno ad essi in segno di un buon raccolto e di una buona annata. Ma i falò rappresentano anche incendio, violenza e morte.

Cosa ne penso?

Lo stile usato da Cesare Pavese in questo romanzo è studiato e non espressione spontanea. Lo scrittore smussa le parole e le frasi, le rende gradevoli o crude in base alle circostanze che sta descrivendo. Nonostante la storia sembri narrata da un flusso di coscienza e dalla memoria che a tratti riaffiora, la scrittura è pensata e scelta con estrema cura. Nulla è lasciato al caso e i singoli capitoli sono i contenitori delle gemme levigate dallo scrittore.
Cesare Pavese parla di un mondo ancestrale e arcaico scegliendo un linguaggio quasi lirico per definirne i contorni e le sfumature.

Cesare Pavese va letto, così come La luna e i falò. Qualcuno potrebbe preferire i suoi scritti poetici ma anche nella narrativa riesce a portarsi dietro tutto lo splendore dei suoi versi. A me è piaciuto molto. Soprattutto mi è piaciuto rivivere un mondo perduto che non esiste più. Ho avuto l’impressione di vivere esperienze di prima mano da parte di chi ha vissuto e combattuto in quei luoghi, con le necessarie contraddizioni di quei tempi.
Leggetelo, non è molto lungo e i capitoli sono così brevi che si può scegliere di leggerlo a mozzichi e bocconi.

Qui in basso potete vedere il mio vlog sul libro (realizzato a caldo)! Potete trovare il video su Youtube, sulla mia pagina Facebook e il mio profilo Instagram!

Fatemi sapere cosa ne pensate!

Falla girare!