A mezz’ora e trenta giorni dalla fine di Claudio Giovanardi

Nello di Coste
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Di che parla A mezz’ora e 30 giorni dalla fine di Claudio Giovanardi?

A mezz’ora e trenta minuti dalla fine di Claudio Giovanardi è un conto alla rovescia, lo si capisce subito. Nelle prime pagine conosciamo il signor Antinelli, il nostro anziano protagonista vedovo e in pensione. Un uomo abitudinario, con una vita discretamente piatta, fatta di piccole gioie e poche soddisfazioni. E’ sempre stato attratto dalla vicina di casa, che era la migliore amica della moglie, eppure non ha mai palesato il suo interesse. Ma non è questo dettaglio che deve incuriosirci del romanzo di Claudio Giovanardi edito La Lepre Edizioni.

A mezz’ora e trenta minuti dalla fine ha come tema principale il tempo, quello che resta al signor Antinelli. Il nostro protagonista infatti ha notato infatti di dormire ogni giorno un minuto in più, e di vivere quindi un minuto in meno.

Inizialmente tutto sembra normale, ma quando il tempo “di sonno” inizia ad invadere quello di veglia e ad accumularsi, il nostro anziano protagonista inizia a preoccuparsi e a vedere dei medici per capire cosa gli stia succedendo.

Tutto questo accade nelle prime pagine del romanzo. Quando rivediamo il signor Antinelli sono trascorsi diversi mesi, il tempo di sonno ha invaso la veglia e gli restano solo 30 minuti di veglia. Il giorno dopo saranno 29, poi 28, poi 27 e così via. Viviamo nelle pagine del romanzo gli ultimi 30 giorni di un uomo che si vede ridotto il suo tempo al minimo, tra vaneggiamenti, ricordi e rimpianti. Cosa accadrà l’ultimo giorno? La risposta srarà data ai lettori che lo leggeranno fino in fondo…forse.

3 punti di forza di A mezz’ora e 30 giorni dalla fine

Di sicuro uno non è il titolo: A mezz’ora e 30 giorni dalla fine è un titolo troppo lungo se vuoi scrivere un titolo per un blog (battuta- ah ah ah).

Il romanzo di Claudio Giovanardi per La Lepre Edizioni è un libro dai contorni molto chiari e voglio sottolinearti i suoi punti di forza.

Iniziamo dal più palese e riconoscibile: il vocabolario.

Claudio Giovanardi è un grande linguista. Se tu e io siamo esperti in Spritz e patatine (e forse neanche lo siamo) lui è uno dei massimi esperti di lingua italiana, e nel libro si vede e si legge. L’utilizzo della parola giusta al posto giusto, la scelta di sinonimi dalle sfumature più dettagliate e l’inserimento di aggettivi che spesso non conoscevo, hanno reso il libro pieno di colori e sfumature. Ho sentito il bisogno di scoprire più parole e di allargare il mio vocabolario, perché la lingua italiana è proprio bella, soprattutto se si conosce bene.

Il secondo punto di forza è sicuramente la trovata geniale

Un personaggio che perde ogni giorno un minuto di veglia, avvicinandosi sempre più al grande sonno è una trovata geniale e una cornice perfetta per raccontare l’intera esistenza di un uomo semplice e comune come il signor Antinelli.

Il terzo punto di forza sono poi i concetti espressi

Il terzo punto di forza sono poi i concetti espressi nel corso della narrazione riguardo la vita, la morte, l’amore e la vita di coppia. C’è consapevolezza e accettazione, c’è nervosismo e calma, c’è la scoperta di un segreto e la voglia di non sapere. I temi trattati sono così umani che tutti prima o poi ci riconosciamo in una delle pagine di Giovanardi.

Dato che non voglio solo tessere le lodi di A mezz’ora e trenta giorni dalla fine, voglio sottolineare un punto debole (secondo la mia personale opinione). Per tutta la prima parte del libro, i primi ultimi 15 giorni del signor Antinelli, il libro è abbastanza lento, a tratti granitico. Sembra quasi voglia scoraggiare il lettore più pigro e alla ricerca di azione. Nella seconda parte infatti il testo diventa più incalzante, non solo perché le giornate si accorciano, ma anche perché con il tempo si accorcia anche il tempo di lettura del singolo capitolo: un minuto in meno equivale a circa dieci righe in meno. Perciò anche il nostro tempo si riduce e tutto diventa più rapido.

IG: @nello_di_coste

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Un pensionato, vedovo, con le sue piccole e immutabili abitudini, è protagonista di un fatto straordinario: si accorge di dormire ogni giorno un minuto in più e, quindi, di vivere ogni giorno un minuto in meno. Con un conto alla rovescia giorno per giorno e minuto per minuto, vengono raccontati gli ultimi trenta giorni della sua vita, vissuti tra angosce, allucinazioni, imprevisti e colpi di scena. Lo accudisce una donna che, forse, è stata un suo amore segreto. Gli fanno compagnia i ricordi della moglie morta, ma dalle carte di lei emergono gli indizi di un possibile amante. Il protagonista assume un farmaco che potrebbe forse salvargli la vita in extremis. Come si concluderà la vicenda? Lo scopriremo solo l’ultimo giorno, all’ultimo minuto. Forse.

Falla girare!